Focus consumatore: le clausole vessatorie
  • 22/09/2017

Focus consumatore: le clausole vessatorie

Breve focus su tutto ciò che riguarda le clausole vessatorie e la relativa tutela del consumatore

COSA SONO?

Le clausole vessatorie sono quelle clausole che vengono apposte ad un contratto che determinano per il consumatore uno squilibrio dei propri diritti ed obblighi. 

 

COME VENGONO DISCIPLINATE?

La disciplina delle stesse è prevista dall'art. 1341 c.c. che dispone che "in ogni caso non hanno effetto, se non sono specificamente approvate per iscritto, le condizioni che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte, limitazioni di responsabilità , facoltà di recedere dal contratto o di sospenderne l'esecuzione, ovvero sanciscono a carico dell'altro contraente decadenze , limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni, restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi , tacita proroga o rinnovazione del contratto, clausole compromissorie o deroghe alla competenza dell'autorità giudiziaria".

 

A CHI SI RIVOLGE LA TUTELA?

La principale tutela è nei confronti del consumatore, tanto ciò è vero che l’articolo sopra citato viene recepito dall’art 33 del Codice del Consumo, che determina quali vessatorie le clausole che malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto comportando dunque la nullità delle stesse ai sensi e nei modi dell’art 36. 

Nei suddetti contratti il consumatore viene invitato ad effettuare una duplice firma; la prima firma per accettare gli effetti del contratto in sé, la seconda - resa obbligatoria dalla legge – a comprensione ed accettazione delle clausole che avvantaggiano il predisponente il contratto (la quasi totalità delle volte il professionista).

 

QUALI CLAUSOLE SI INTENDONO VESSATORIE?

Venendo agli esempi delle clausole vessatorie si osserva come la legge n. 52/1996  che ha introdotto gli artt. 1469 bis, ter, quater, quinquies e sexies c.c. stabilisce alcuni casi in cui si presume che le clausole siano vessatorie creando un elenco di cui si riportano alcuni esempi:
-alzare il prezzo di un bene al momento della consegna;
- prevedere delle penali a carico del consumatore che non rispetti il contratto e non a carico del professionista nel caso contrario;

- stabilire, in caso di controversia, la competenza esclusiva di una località diversa dalla residenza del consumatore.

Sono altresì da considerarsi vessatorie le clausole che prevedano la possibilità per il professionista di trattenere una cifra come penale in caso di disdetta anticipata del contratto, senza contestualmente prevedere a carico di quest’ultimo una penale d'importo pari al doppio in caso di propria disdetta o mancata conclusione del contratto. 

Sempre parlando di recesso è da ritenersi vessatoria anche quella clausola che imponga la disdetta entro termini eccessivamente anticipati rispetto alla scadenza naturale del contratto, al fine di evitare il rinnovo tacito dello stesso.

 

QUALI CLAUSOLE NON SONO VESSATORIE?

Non sono da valutarsi come clausole vessatorie quelle previsioni contrattuali non rientranti nelle ipotesi di cui agli articoli sopra citati, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, le clausole contenute nei contratti di locazione. 

 

 

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