CASSAZIONE ORDINANZA N. 1715/2019: no addebito della separazione per infedeltà del coniuge se vi è crisi pregressa
  • 31/01/2019

CASSAZIONE ORDINANZA N. 1715/2019: no addebito della separazione per infedeltà del coniuge se vi è crisi pregressa

La Sesta sezione civile della Corte Suprema di Cassazione, ha confermato con ordinanza n. 1715/2019 del 23 gennaio 2019 il proprio orientamento in ambito di materia familiare, più precisamente statuendo che la persistenza di una crisi già irrimediabilmente in atto rende irrilevante la successiva inosservanza dell’obbligo di fedeltà coniugale ai fini della dichiarazione di addebito della separazione e, relativamente all’affido del figlio minore specifica ulteriormente che il conflitto tra i coniugi non può essere di per sé solo idoneo ad escludere l’affidamento condiviso che il Legislatore ha mostrato di ritenere il regime ordinario.

 

Tale orientamento si fonda su di un originario ricorso promosso avverso una sentenza della Corte di Appello di Cagliari che aveva accolto l’appello, con cui veniva chiesta la riforma della sentenza di primo grado quanto al rigetto della domanda di addebito, all’affido esclusivo del figlio, all’assegnazione della casa familiare alla moglie ed in fine al diritto e all’ammontare dell’assegno di mantenimento disposto in favore della moglie stessa.

 

L’appello veniva ritenuto fondato solamente in relazione all’affido esclusivo del figlio minore alla madre, posto che i rapporti conflittuali tra i coniugi, oltre a non ostare al regime dell’affido condiviso, non andavano ad intaccare la volontà del figlio a voler mantenere un saldo legame con il padre.

 

Con il ricorso in Cassazione si sottolineava nello specifico che la mancata ammissione di prova testimoniale dedotta nel primo grado non avesse consentito un accertamento concreto e reale della crisi coniugale e delle cause della stessa, incidendo quindi anche sull’addebitabilità della separazione. 

 

Controparte si costituiva con controricorso e ricorso incidentale, lamentando che, pur essendo stato stabilito il regime di affido condiviso del figlio minore, in concreto il marito mai aveva posto in essere una condotta in linea con tale tipologia di affido, sia rispetto alla costanza nella corresponsione del mantenimento sia rispetto all’esercizio discontinuo del diritto di visita.

 

La Corte dichiara sia il ricorso principale sia quello incidentale inammissibili, compensando le spese, statuendo quanto sopra esposto.

 

Nella pronuncia in commento la Cassazione, nel dichiarare inammissibile il ricorso evidenzia il ruolo non determinante dell’infedeltà ai fini dell’addebito se connessa all’esistenza di una crisi della coppia più risalente a cui si era deciso, pur avendo discusso di separazione, di non dar seguito, continuando a vivere insieme sebbene in un clima di conflitto. 

 

La pronuncia di addebito infatti, secondo la Cassazione, non può essere basata sulla sola violazione dei doveri coniugali di cui all’art. 143 c.c., essendo necessario accertare l’eventuale esistenza di un collegamento tra la detta violazione e l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza; in altre parole non ha rilevanza il comportamento tenuto dai coniugi dopo la manifestazione della frattura del rapporto.

 

Quanto poi all’affidamento del figlio minore, la Corte dichiara il ricorso incidentale inammissibile perché “non coglie la ratio decidendi che ha portato la Corte di Appello a disporre l’affidamento condiviso del figlio minore in riforma della sentenza di primo grado”.

 

L’affidamento condiviso viene infatti dichiarato quando corrisponde maggiormente all’esigenza del figlio di intrattenere una relazione significativa e paritaria con entrambi i genitori, non avendo rilevanza decisiva ai fini della modifica del regime di affidamento, tanto il comportamento inadempiente dei doveri di mantenimento quanto quello inosservante le modalità del diritto di visita, visto il preminente e superiore interesse del minore.

 

Con ciò la Cassazione conferma ancora una volta che è l’affidamento condiviso il regime ordinario per i figli minori quando i genitori si separano, salvo che tale affido non persegua il superiore interesse del minore ovvero non consenta di garantire per i minori la miglior crescita sotto il profilo psico-fisico.

 

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