Cassazione Ordinanza 18111/2017: Niente assegno divorzile al coniuge che  instaura rapporto con altra famiglia
  • 05/09/2017

Cassazione Ordinanza 18111/2017: Niente assegno divorzile al coniuge che instaura rapporto con altra famiglia

Il coniuge divorziato che, di fatto instauri un rapporto con una nuova famiglia, fa venire meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge.

 

La recente Ordinanza della Corte di Cassazione conferma il precedente indirizzo della pronuncia n.6855/2015, declinata secondo la specificità del caso.

 

La pronuncia citata, come e’ noto, ha affermato che l’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, sicché il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso. 

 

Infatti, la formazione di una famiglia di fatto – costituzionalmente tutelata ai sensi dell’articolo 2 Cost., come formazione sociale stabile e duratura in cui si svolge la personalità dell’individuo – e’ espressione di una scelta esistenziale, libera e consapevole, che si caratterizza per l’assunzione piena del rischio di una cessazione del rapporto e, quindi, esclude ogni residua solidarietà post-matrimoniale con l’altro coniuge, il quale non può che confidare nell’esonero definitivo da ogni obbligo.

 

Ora, nella specie, il fatto rilevante della convivenza con altri da parte della coniuge ha fatto parte del giudizio, per quanto dichiarato dalla stessa parte in sede di comparizione personale e sebbene vi sia stata successivamente la cessazione della convivenza, come poi ribadito anche in sede di costituzione di secondo grado,  detta ulteriore circostanza non può ritenersi rilevante.

  

Ed infatti, ponendo attenzione alla cesura che si e’ ormai determinata con l’instaurazione della nuova convivenza che non può essere posta nel nulla a seguito della prospettata cessazione della stessa, per il rilievo, già espresso nella pronuncia del 2015, ne consegue inevitabilmente che il diritto all’assegno non entra in fase di quiescenza, ma viene definitivamente eliso, di talché sono irrilevanti le successive evoluzioni del nuovo rapporto.

Indietro