Separazione e Divorzio: il diritto di visita del genitore non collocatario al tempo del Coronavirus
  • 01/04/2020

Separazione e Divorzio: il diritto di visita del genitore non collocatario al tempo del Coronavirus

Le restrizioni imposte dal Governo per limitare la diffusione del Coronavirus non intaccano il diritto di visita del genitore non collocatario nei riguardi dei figli minori

Viste le recenti disposizioni di restrizione volte a contrastare la diffusione del Coronavirus, si sono poste alcune questioni attinenti al c.d. diritto di visita del genitore non collocatario dei propri figli minori; più in particolare ci si chiede se gli spostamenti dei genitori per prendere e riportare i figli possano essere ricompresi negli spostamenti autorizzati e dunque se possano essere considerati o meno leciti.

Il DPCM dell’8 e del 9 marzo 2020 ed il successivo D.L. Cura Italia del 17 marzo 2020 prevedono infatti di “evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.

Sul punto e con riferimento al diritto di visita il Governo ha specificato per il tramite del proprio sito istituzionale “che gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio”. 

Peraltro nel modulo di autocertificazione aggiornato al 26 marzo 2020 (ed allegato in calce al presente articolo) viene proprio indicata tra le necessità quella dell'affido di minori.

Appare dunque evidente che le misure di restrizione intraprese dal Governo non intendono intaccare minimamente la regolamentazione della permanenza dei figli presso ciascun genitore, lasciando così inalterata le disposizioni concordate tra le parti o validate dai provvedimenti provvisori o dal dispositivo di separazione o divorzio.

In ogni caso appare opportuno sottolineare che gli spostamenti devono ridursi all’essenziale evitando quanto più possibile il contatto dei minori con situazioni e/o circostanze che possano sottoporre i figli a rischio di contagio da COVID-19.

Sul punto appare interessante anche la pronuncia di merito del  Tribunale di Milano dell’11 marzo 2020 con la quale si è disposto che  “Nessuna chiusura di ambiti regionali può giustificare violazioni di provvedimenti di separazione o divorzio vigenti”.

Significhiamo da ultimo che le parti, previo accordo, possono temporaneamente derogare a quanto disposto da un provvedimento presidenziale, prevedendo dei criteri alternativi alla visita del genitore non collocatario, a patto che vengano mantenute gli stessi tempi di percorrenza previsti giudizialmente.

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