Cassazione Civile Ordinanza 22604/2020
  • 22/02/2021

Cassazione Civile Ordinanza 22604/2020

La Corte di Cassazione con l’Ordinanza 15 settembre - 16 ottobre 2020, n. 22604 torna ad esprimere il proprio orientamento in tema di assegno divorzile, più precisamente della particolare ipotesi in cui l’ex coniuge che ha diritto di percepirlo abbia intrapreso una nuova convivenza more uxorio con altra persona, dando così vita alla c.d. famiglia di fatto.

 

Nel caso in esame la pronuncia degli Ermellini è scaturita a seguito del ricorso proposto avverso la Sentenza n. 268/2018 della Corte d’Appello di Reggio Calabria che, riformando sul punto la decisione di primo grado, aveva stabilito il diritto dell’ex coniuge a percepire l’assegno divorzile di cui all’art. 5 comma 6 L. 898/1970.

 

I Giudici di Piazza Cavour, in contrasto con la pronuncia della Corte di Appello, hanno accolto il primo dei due motivi di ricorso, con cui il ricorrente  aveva lamentato vizio di motivazione della pronuncia d’appello e per l’esattezza “l'assenza o apparenza, nonché l'illogicità e contraddittorietà della motivazione della sentenza impugnata, per avere la Corte territoriale, pur esaminando lo stesso materiale probatorio del Tribunale, espresso un convincimento opposto, in ordine alla sussistenza dei connotati di stabilita' e continuità della convivenza more uxorio tra l'ex moglie e il sig. (OMISSIS), senza spiegarne le ragioni fattuali e giuridiche”.

 

La Suprema Corte ha ritenuto in effetti sussistente il lamentato vizio di motivazione della Sentenza d’appello, accogliendo sul punto il così affermando: “La Corte d'appello, dopo aver richiamato la giurisprudenza di questa Corte in tema di famiglia di fatto, ha dato atto che era stato provato il rapporto sentimentale pluriennale e consolidato tra la (OMISSIS) e il sig. (OMISSIS), pure caratterizzato da ufficialità, nonché fondato sulla quotidiana frequentazione con periodi più o meno lunghi di piena ed effettiva convivenza, cosi' ricostruendo la vicenda fattuale di rilevanza in modo conforme a quanto accertato dal Tribunale, secondo cui i suddetti fatti integravano in concreto la fattispecie della cd. famiglia di fatto. 

 

La Corte territoriale ha, invece, ritenuto che quella relazione non potesse ‘per cio' solo dirsi connotata da quei caratteri di continuità e stabilità che probabilmente rappresenterebbero il primo stadio necessario, ma- come detto- nemmeno sufficiente, per ipotizzare la creazione tra gli stessi di quella nuova famiglia di fatto secondo il valore ed il significato attribuiti al concetto dalla migliore giurisprudenza sopra detta" (pag. n. 6 della sentenza impugnata)”.

 

La Suprema Corte, uniformandosi ai precedenti orientamenti, ha dunque censurato il ragionamento della Corte d’Appello poiché quest’ultima non avrebbe individuato elementi di fatto che escludessero la continuità e la stabilità della nuova relazione sentimentale dell’ex coniuge avente diritto all’assegno divorzile.

 

Alla luce dunque di tale pronuncia, può dunque ritenersi che la nuova relazione dell’ex coniuge, connotata da continuità e stabilità, gli fa perdere il diritto all’assegno divorzile di cui all’art. 5 comma 6 L. 898/1970.

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