CASSAZIONE SENTENZA 789/2017
  • 17/01/2017

CASSAZIONE SENTENZA 789/2017

Con la recente pronuncia dei Giudici di legittimità è stato stabilito che abbia diritto a godere di un assegno di mantenimento una casalinga quarantenne a patto che la stessa non abbia acquisito una professionalità specifica e nel contempo non abbia ricevuto delle offerte di lavoro concrete.

La Corte di Cassazione ha infatti ricordato che il giudice, nel valutare l’eventuale concessione dell’assegno di mantenimento e la sua relativa misura, debba tener conto dell'attitudine dei coniugi al lavoro e della loro potenziale capacità di guadagno e valutare sia i redditi in denaro che di ogni altra utilità o capacità suscettibile di valutazione economica.

Tuttavia, ricordano i giudici, non può trascurarsi che in simili ipotesi l'attitudine al lavoro può avere rilievo solo se è riscontrata come effettiva possibilità di svolgimento di un'attività lavorativa retribuita.

Da ciò consegue che non è possibile limitarsi a delle valutazioni che sono solo astratte o ipotetiche ma è indispensabile considerare ogni fattore concreto, sia individuale che ambientale.

Sono questi, in altre parole, i criteri che il giudice deve (e dovrà nel caso di specie) considerare onde valutare se sia dovuto un mantenimento o meno alla ex.

Inoltre la formazione di una nuova famiglia e la nascita di figli dal nuovo compagno non è una circostanza idonea a determinare automaticamente l'esclusione del diritto alimentare dell'ex. 

Per la Corte, infatti, quest'ultimo non è "recessivo rispetto a quello del nuovo figlio", non potendosi prescindere dal valutare "l'incidenza della circostanza sopravvenuta per verificare in concreto se sia giustificata, a mente dell'art. 156, ult. co. c.p.c., la revoca o la modifica delle condizioni già fissate”.

 

 

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