Cassazione Ordinanza 11817/2022
  • 09/05/2022

Cassazione Ordinanza 11817/2022

La Corte di Cassazione con Ordinanza n. 11817/2022, in materia di assegno divorzile ha stabilito che lo stesso non ha solo una funzione assistenziale, ma anche una funzione perequativo-compensativa, comportando pertanto che la sproporzione reddituale non è sufficiente, da sola, ai fini del riconoscimento dell’assegno ex art. 5, L. n. 898/1970, occorrendo che essa sia dipesa dal contributo familiare dato dal coniuge richiedente. 

 

Sul punto La Corte d’Appello di Venezia aveva respinto il gravame di RT nei confronti dell’ex coniuge divorziato GB avverso la sentenza del Tribunale di Vicenza, che aveva respinto la domanda del primo di riconoscimento di un assegno divorzile a carico della B, essendo entrambe le parti autosufficienti economicamente.

 

La Corte d’Appello ha ritenuto infatti che non fosse mutata la condizione economico-patrimoniale degli ex coniugi da definirsi paritaria atteso che il T risultava percettore di due pensioni, derivanti da malattia che gli aveva impedito di proseguire nell’attività di agente di commercio, mentre la B, per quanto prodotto in atti, era mantenuta dai due figli maggiorenni ed autosufficienti economicamente.

 

La Suprema Corte, interpellata in impugnazione della sentenza di appello, nel dichiarare inammissibile il ricorso, ha osservato come, nella specie, i motivi di impugnazione fossero carenti sotto il profilo dei presupposti dell’assegno divorzile richiesto, che ha una componente non solo assistenziale ma anche perequativo-compensativa alla luce di quanto da ultimo chiarito dalle Sezioni Unite.

 

E’ stato, infatti, affermato dal Giudice della nomofilachia che il riconoscimento dell'assegno di divorzio in favore dell'ex coniuge, cui deve attribuirsi una funzione assistenziale ed in pari misura compensativa e perequativa, ai sensi dell'art. 5, comma 6, della L. n. 898/1970, richiede l'accertamento dell'inadeguatezza dei mezzi dell'ex coniuge istante, e dell'impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive, applicandosi i criteri equiordinati di cui alla prima parte della norma, i quali costituiscono il parametro cui occorre attenersi per decidere sia sulla attribuzione sia sulla quantificazione dell'assegno.

 

Il giudizio dovrà essere espresso, in particolare, alla luce di una valutazione comparativa delle condizioni economico-patrimoniali delle parti, in considerazione del contributo fornito dal richiedente alla conduzione della vita familiare ed alla formazione del patrimonio comune, nonché di quello personale di ciascuno degli ex coniugi, in relazione alla durata del matrimonio ed all'età dell'avente diritto. Alla luce di tali principi, deve trarsi la conclusione che, ai fini del riconoscimento dell’assegno divorzile, è irrilevante la sola sproporzione economica, occorrendo che essa sia dipesa dal contributo familiare dato dal coniuge richiedente.

Indietro