CASSAZIONE ORDINANZA 6509/2017
  • 04/04/2017

CASSAZIONE ORDINANZA 6509/2017

La recente ordinanza della Corte di Cassazione ha confermato un precedente indirizzo secondo cui la figlia che rinuncia al posto fisso, per poi essere assunta con un contratto a termine, non può beneficiare dell’assegno di mantenimento. 

La suddetta pronuncia ha dato ragione ad un padre che aveva presentato ricorso al fine di ottenere la revoca dell'obbligo del mantenimento mensile nei confronti della figlia maggiorenne.

I giudici di merito hanno ravvisato che la figlia non solo aveva una età tale da escludere ogni forma di mantenimento, ma nelle more del procedimento è emerso, a seguito delle dichiarazioni rese dalla madre, che la stessa avesse "lasciato il lavoro, da ritenersi a tempo indeterminato, per lavorare come magazziniera a tempo determinato".

La difesa della ragazza peraltro è stata rigettata anche per quanto concerne l’ammissione di presunti problemi psichici che sono stati ritenuti "irrilevanti ai fini del mantenimento”, anche qualora gli stessi fossero stati supportati da concreti elementi probatori.

La sesta sezione civile, ha dunque confermato la pronuncia della corte di merito, che, "dopo avere considerato l'età in sé della figlia" ha argomentato in ogni caso rilevando che la stessa aveva "lasciato il precedente lavoro a tempo indeterminato, per trovare poi un'occupazione a tempo determinato". 

In ossequio quindi a quanto già confermato nei precedenti pronunciamenti di legittimità si è ritenuto opportuno applicare il “principio secondo cui, una volta raggiunta la capacità lavorativa, e quindi l'indipendenza economica, la successiva perdita dell'occupazione non comporta la reviviscenza dell'obbligo del genitore al mantenimento”.

 

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