Cassazione Ordinanza 6596/2019: locazione se l'immobile è danneggiato il conduttore deve pagare i danni da mancata locazione
  • 19/03/2019

Cassazione Ordinanza 6596/2019: locazione se l'immobile è danneggiato il conduttore deve pagare i danni da mancata locazione

Secondo la recente pronuncia della Corte di Cassazione, Ordinanza 6596/2019, risulta pacifico che “qualora in violazione dell’art. 1590 c.c., al momento della riconsegna l’immobile locato presenti danni eccedenti il degrado dovuto a normale uso dello stesso, incombe al conduttore l’obbligo di risarcire tali danni consistenti non solo nel costo delle opere necessario per la rimessione in pristino, ma anche nel canone altrimenti dovuto per tutto il periodo necessario per l’esecuzione e il completamento di tali lavori, senza che, a quest’ultimo riguardo, il locatore sia tenuto a provare anche di aver ricevuto – da parte di terzi – richieste per la locazione, non soddisfatte a causa dei lavori”; sul punto si confermano dunque i precedenti orientamenti espressi (Cass. n. 13222/2010; Cass. n. 19202/2011).

 

Viene pertanto data nuovamente luce al principio generalissimo – codificato dall’art. 1591 c.c., secondo cui il conduttore in mora a restituire la cosa è tenuto a dare al locatore il corrispettivo convenuto, fino alla riconsegna, salvo l’obbligo di risarcire il maggior danno.

 

La ratio sottesa a tale pronuncia è evidente: ogniqualvolta il locatore per fatto del conduttore non può disporre della cosa locata, avrà diritto a conseguire il corrispettivo convenuto nonché eventuali danni ulteriori, ove ne dimostri l’esistenza.

 

La mancata disponibilità della cosa locata si verifica non solamente quando, scaduto il termine per la restituzione il conduttore non rilasci l’immobile, ma anche tutte le volte in cui il locatore non può trarre dal proprio immobile alcun vantaggio, per fatti a lui non imputabili, come ad esempio nella fattispecie di cui alla ordinanza de qua, ossia nella circostanza in cui l’immobile presenti danni eccedenti il degrado dovuto a normale uso dello stesso con conseguente inutilizzabilità per un determinato periodo, per poter effettuare i necessari lavori di ripristino tutto.

 

Nel contempo la Corte di Cassazione ha anche specificato che il risarcimento dovuto al locatore in conseguenza della mancata disponibilità del bene durante il periodo occorrente per il restauro non costituisce un danno in re ipsa, trattandosi piuttosto di un danno equiparabile alla mancata restituzione dell’immobile nel termine convenuto, e dunque sottoposto alla disciplina di cui all’art. 1591 c.c., salva la prova del maggior danno che grava sul locatore.

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