Cassazione Penale sentenza 23578/2020
  • 19/10/2020

Cassazione Penale sentenza 23578/2020

Cass. Pen., Sez. III, sent. n. 23578 del 13 luglio 2020

A cura dell’Avv. Paolo Rosati

 

Con la recente sentenzala Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un soggetto che deteneva, ai fini di spaccio, 64 dosi di cocaina e 1.165 dosi di marijuana, per il quale i Giudici di merito non avevano riconosciuto l’ipotesi di “lieve entità”, prevista al 5° comma dell’art. 73 Testo Unico Stupefacenti, in ragione del dato ponderale e della diversità delle sostanze detenute, appartenenti alle due categorie di “droghe pesanti” e “droghe leggere”.

 

Di tutt’altro avviso è stata la Suprema Corte nella sentenza in commento che, in linea con la precedente pronuncia a Sezioni Unite del 9 novembre 2018, ha ritenuto invece che la diversità delle sostanze oggetto della condotta non è di per sé ostativa alla configurabilità del reato di cui all’art. 73 comma 5 D.P.R. n° 309/1990, in quanto l’accertamento della lieve entità del fatto implica una valutazione complessiva di tutti gli elementi della fattispecie concreta, selezionati in relazione agli indici sintomatici previsti dalla norma.

 

Tali elementi indicativi della lieve entità, ai sensi della citata disposizione, sono: i mezzi utilizzati, le modalità o le circostanze dell’azione ovvero la qualità e quantità delle sostanze.

 

La qualificazione del fatto ai sensi del “5° comma” comporta l’applicazione della pena alla reclusione da sei mesi a quattro anni e la multa da 1.032 a 10.329 euro, sanzione assai più ridotta rispetto alle fattispecie “base”.

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