Condominio e riscaldamento: il distaccato deve pagare il consumo involontario
  • 04/04/2022

Condominio e riscaldamento: il distaccato deve pagare il consumo involontario

Secondo una recente pronuncia del Tribunale di Savona il condomino che si è distaccato dall'impianto centralizzato di riscaldamento deve contribuire alle spese di esercizio solo in relazione ai cosiddetti consumi involontari ossia la quota di inefficienza dell'impianto, poiché, diversamente, vi sarebbe un incremento dei costi sostenuti a danno degli altri condomini ancora allacciati.

La norma di riferimento in questione è l'art 1118 c.c. secondo il quale il condomino può rinunciare all'utilizzo dell'impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa a carico degli altri condomini, restando onerato del pagamento delle spese di manutenzione straordinaria dell'impianto e per la sua conservazione o messa o norma.

La pronuncia in esame parte dal presupposto che anche coloro che non scaldano la propria unità per il tramite dell'impianto centralizzato, beneficiano di fatto degli effetti della dispersione del calore erogato nelle unità contigue; inoltre, il mantenimento in funzione dell'impianto centralizzato, porta come conseguenza l'immissione di acqua calda non solo nelle tubazioni dei radiatori interni alle unità immobiliari ma anche nelle tubazioni comuni.

Se infatti non vi sono degli squilibri di funzionamento per l'impianto, nella stragrande maggioranza dei casi ,vi è un aggravio di spese a carico dei condomini rimasti attaccati all'impianto centralizzato in conseguenza del distacco, essendo dunque necessario che vi sia una compensazione per il tramite di un versamento della cosiddetta quota involontaria.

La norma di riferimento in tema è la UNI 10200 che in tema di consumo involontario sancisce che lo stesso è imputabile alla dispersione del sistema di distribuzione per inefficienza dell'impianto.

La sentenza dunque del Tribunale di Savona, che aveva ad oggetto una impugnazione di delibera relativa all'autorizzazione al distacco di condomini dall'impianto centralizzato, ha sancito la nullità della stessa sul presupposto che il distacco avrebbe dato luogo ad un aggravio di costi a carico dei condomini ancora attaccati.

Inoltre, sempre dalla lettura del dispositivo emerge che nella predetta delibera si erano andati a modificare i criteri di ripartizione dei consuntivi e dei preventivi di spese condominiali,  escludendo il condomino distaccato, senza il necessario consenso unanime da parte di tutti i condomini dell'edificio; anche per tal ragione la delibera è stata dichiarata nulla.

 

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