Riconoscimento di paternità o maternità
  • 09/11/2020

Riconoscimento di paternità o maternità

Un breve focus sul riconscimento dello status di figlio e le relative azioni giudiziali esperibili atte ad ottenere il riconoscimento della paternità o maternità

In questo breve focus vediamo qual è l’iter giudiziario da seguire per il riconoscimento dello status di figlio, in conseguenza a quanto previsto dall’art 269 c.c. e relativo alla Dichiarazione giudiziale di paternità e maternità.

 

In via preliminare si osserva che la paternità e la maternità possono essere giudizialmente dichiarate nei casi in cui il riconoscimento è ammesso; a tal fine la prova della paternità e della maternità può essere data con ogni mezzo, specificando sul punto che la sola dichiarazione della madre e la sola esistenza di rapporti tra la madre e il preteso padre all’epoca del concepimento non costituiscono prova della paternità.

 

In conseguenza di quanto sopra indicato chiunque sia nato fuori dal matrimonio e non è stato riconosciuto alla nascita da uno dei genitori, ovvero i suoi discendenti entro due anni dalla morte, può intraprendere, davanti al Tribunale, un’azione volta ad ottenere una sentenza dichiarativa della filiazione.

 

Quanto alla prova della paternità o della maternità questa può essere data con ogni mezzo, ritenendosi ormai ammissibili i test sul DNA, ai quali, però il presunto genitore non può essere costretto.

 

Qualora venisse riconosciuta la paternità o maternità per il tramite di una sentenza dichiarativa si pone l’ulteriore aspetto relativo sia alla richiesta di un risarcimento danni, sia per quanto attiene alla richiesta di alimenti ed all’art 279 c.c. in tema di responsabilità per il mantenimento e l’educazione.

 

Sul punto si sottolinea come il citato articolo stabilisca che in ogni caso in cui non può proporsi l’azione per la dichiarazione giudiziale di paternità o di maternità il figlio (naturale) può agire per ottenere il mantenimento, l’istruzione e l’educazione. Il figlio (naturale) nato fuori dal matrimonio se maggiorenne e in stato di bisogno può agire per ottenere gli alimenti, a condizione che il diritto al mantenimento di cui all’articolo 315-bis, sia venuto meno.

 

La competenza è del Tribunale Ordinario senza che assuma rilievo la maggiore o minore età del figlio, mentre l’azione volta ad ottenere il riconoscimento è imprescrittibile, vale a dire può essere avanzata in qualsiasi momento, anche dopo che sono trascorsi tanti anni dalla nascita.

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