Separazioni e divorzi: ricorso alle procedure extragiudiziali
  • 03/05/2021

Separazioni e divorzi: ricorso alle procedure extragiudiziali

Un focus in ordine al report Istat sulle separazioni e divorzi: avanza l'utilizzo delle procedure extragiudiziali come negoziazione assistita e dinnanzi gli Uffici di Stato Civile, sgravando i Tribunali di numerose posizioni, con un evidente vantaggio anche in termini di tempistiche e relativi costi

Il 18 febbraio 2021 è stato pubblicato il report Istat “Matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi”, riferito all’anno 2019.

 

Nel documento si evidenzia che la tradizionale bipartizione tra provvedimenti di separazione/divorzio consensuali e giudiziali, è stata superata, a fine 2014, con l’introduzione dei percorsi consensuali extragiudiziali. 

 

Analizzando i trend si può evidenziare che nel 2019, più di una separazione consensuale su quattro, e quasi un divorzio consensuale su due, è avvenuto al di fuori dei tribunali e più precisamente le quote delle negoziazioni assistite da avvocati sono state, rispettivamente, del 37,7% e del 24,9%, in forte crescita rispetto al 2015, anno dell’effettivo esordio.

 

Sul podio 2019 sono saliti gli accordi extragiudiziali svolti direttamente presso gli Uffici di Stato Civile: 14.693 separazioni e 20.222 divorzi sono stati effettuati presso il comune, ovvero il 15,1% di tutte le separazioni e il 23,7% di tutti i divorzi.

 

Questa categoria di accordi aveva esordito nell’ordinamento proprio per agevolare e sveltire i percorsi per concludere la propria unione e di ridurre il carico di lavoro dei Tribunali; l’alleggerimento dunque del carico di lavoro nelle aule viene confermato dal ridimensionamento del peso dei provvedimenti consensuali sul totale delle procedure definite presso i Tribunali, e cioè di circa il 20 % in meno tra 2014 e 2019 nell’ambito dei divorzi.

 

L’ulteriore e non meno importante obiettivo, secondo il report, è stato raggiunto, e cioè la riduzione della durata dei procedimenti extragiudiziali, che si attesta a 40 giorni circa, contro i 160 giorni per i divorzi consensuali presso i Tribunali. 

 

Nel Nord Italia si registra un numero maggiore di divorzi extragiudiziali, ma anche la preferenza verso la procedura che si svolge presso lo Stato Civile, o verso le negoziazioni assistite da avvocati, varia sul territorio nazionale. 

 

La quota di accordi in negoziazione assistita da avvocati trova il suo apice nel Lazio, a seguire in Basilicata, Campania e Sicilia.

 

La diffusione più elevata di divorzi consensuali conclusi in tribunale viene registrata in Basilicata, dove è pari al 53,1% sul totale dei divorzi, seguita dalla provincia autonoma di Bolzano, e dalle Marche.

 

Il ricorso ai divorzi giudiziari è stato maggiore nei Tribunali della Sardegna, della Puglia, della Calabria, e dell’Abruzzo.

 

Considerando i divorzi per 100mila coniugati, le regioni in cima alla graduatoria sono: Valle d’Aosta, Liguria, Piemonte, e Toscana.

 

Nell’anno 2019, i divorzi sono diminuiti del 13,9% rispetto al 2016, per effetto delle norme introdotte nel 2014 e nel 2015, che hanno semplificato e velocizzato le procedure, mentre le separazioni sono rimaste pressoché stabili, attestandosi a 97.474 unità.

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