Cassazione 21209/2019: Nulla la delibera condominiale che limita il diritto di un condomino sull'ascensore
  • 11/09/2019

Cassazione 21209/2019: Nulla la delibera condominiale che limita il diritto di un condomino sull'ascensore

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21209/2019 si è pronunciata in materia condominiale e più nel dettaglio in ordine alla nullità delle delibere assembleari che vadano a limitare il diritto del singolo rispetto all'utilizzo di un bene comune.

 

Il caso in questione aveva a riferimento una delibera assembleare con la quale si era stabilita l’installazione di un ascensore che non avrebbe servito l’ultimo piano dello stabile; ebbene secondo la Suprema Corte, detta delibera è da ritenersi nulla in quanto la stessa avrebbe  impedito un  uso pieno del bene comune oltre ad incidere sul valore della proprietà esclusiva.

 

La Corte di Cassazione dunque ha accolto il ricorso di un condomino con il quale quest’ultimo contestava, e impugnava, la sentenza della Corte di Appello perché aveva respinto le sue domande di nullità e/o di invalidità delle delibere con le quali si era approvata l'installazione dell'ascensore nel vano scale.

 

La Corte di Appello, diversamente da quanto statuito dal Tribunale che aveva accolto le domande del condomino, motivava la decisione sostenendo che l'intervento era dovuto solo a ragioni di comodità e di incremento del valore degli immobili oltre che per l'opportunità di eliminare ostacoli ad eventuali portatori di handicap senza tuttavia la previsione di raggiungere l'ultimo piano nel quale erano ubicati i due appartamenti del ricorrente; ad ulteriore conferma di ciò, veniva specificato che il diritto all'uso dell'ascensore non fosse annoverabile tra i diritti individuali inviolabili e, pertanto, le delibere erano annullabili ed erano decaduti i trenta giorni per impugnarle.

 

Inoltre, ad avviso della Corte di Appello, dalle delibere approvate ed impugnate non appariva alcun pregiudizio per l'appellante in quanto esse contenevano il conferimento dell'incarico ad un tecnico per la valutazione di fattibilità dell'opera e dalle stesse non emergeva l'esclusione - dal progetto - dell'ultimo piano in cui erano collocati gli appartamenti dell'appellante che le aveva approvate. Sosteneva, quindi, la Corte d’Appello, che oltre a non esserci un interesse all'impugnazione da parte dell'appellante.

 

La Corte di Cassazione, nel ribaltare la sentenza di appello, evidenziava dapprima come nel giudizio di primo grado non era stata considerata la documentazione da dove emergeva con chiarezza l'interesse del ricorrente all'installazione dell'ascensore fino all'ultimo piano.

 

Inoltre, a sostegno di quanto poi pronunciato, gli Ermellini hanno richiamato la distinzione tra delibere nulle e annullabili così come elaborata dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sentenza n. 8053/2014) stabilendo che il diritto a godere dell'installazione e all'utilizzo dell'ascensore rientra tra i diritti individuali inviolabili del condomino e le delibere così come assunte incidono sul diritto del singolo (nella fattispecie proprietario dell'ultimo piano) rispetto all'utilizzo di un bene comune (ascensore) perché gli impediscono un uso pieno e incidono anche sul valore della proprietà esclusiva.

 

Le delibere pertanto sono nulle e non annullabili e non sono soggette al termine di decadenza per l'impugnazione.

 

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