Sì alla riduzione del mantenimento se il reddito diminuisce per il coronavirus
  • 10/09/2020

Sì alla riduzione del mantenimento se il reddito diminuisce per il coronavirus

Secondo alcune pronunce di merito è possibile chiedere la riduzione del mantenimento se vi è una contrazione della capacità economica dell'onerato conseguente alla pandemia

La crisi economica derivante dalla pandemia che determini una riduzione della disponibilità economica del genitore onerato di corrispondere un assegno di mantenimento per i figli giustifica la riduzione della contribuzione.

Secondo alcune pronunce di merito ed in particolare per il tribunale di Terni, la contrazione dei redditi del libero professionista derivante dalle conseguenze della diffusione del COVID-19 giustifica la riduzione dell'assegno di mantenimento per i figli.

Più nello specifico con l'ordinanza presidenziale del 16 luglio ha accolto le richieste di un padre, disponendo la riduzione dell'assegno di mantenimento dovuto ai figli da 350 a 200 euro in conseguenza della drastica contrazione dei suoi redditi a causa della pandemia ed a comprovate problematiche di  salute del ricorrente che hanno comportato l'arresto della sua attività.

La richiesta di riduzione si era infatti fondata dai nuovi oneri che il genitore era stato costretto a sostenere dopo la separazione e dopo che il giudice aveva disposto l'assegnazione della casa familiare alla moglie, tra cui i costi della locazione e la drastica riduzione della sua attività lavorativa e delle sue entrate a causa della pandemia e in seguito a un intervento che lo ha costretto a interrompere la sua attività.

Giova sottolineare che tutto quanto sopra esposto è stato prontamente provato dal ricorrente attraverso la produzione di documenti da cui risultavano tutte le spese cui il medesimo doveva far fronte unitamente alla forte contrazione dei redditi subita nel corso della pandemia.

Alla luce di quanto sopra pertanto il Tribunale ha ritenuto che deve presumersi la contrazione dei redditi del resistente libero professionistaa causa della pandemia, che ha comportato l'interruzione dell'attività libero professionale per circa due mesi, non riscontrando al contrario una riduzione della capacità economica della moglie.

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