Cassazione Civile Ordinanza 21835/2020
  • 23/11/2020

Cassazione Civile Ordinanza 21835/2020

La Corte di Cassazione con Ordinanza n. 21835/2020 accoglie il ricorso presentato da due condomini fondato sulla richiesta di danno derivante dalla impossibilità di disporre dei propri beni immobili in conseguenza delle infiltrazioni provenienti da parti comuni condominiali.

 

Secondo i Giudici di legittimità infatti è  riconosciuto il danno subito poiché "nelle ipotesi di occupazione sine titulo di un cespite immobiliare altrui (id est infiltrazioni di acqua derivante da parte comune dell'edificio condominiale, come nella specie) il danno subito dal proprietario per l'indisponibilità del medesimo può definirsi in re ipsa, purché inteso in senso descrittivo, cioè di normale inerenza del pregiudizio nell'impossibilità stessa di disporre del bene, senza comunque far venir meno l'onere per l'attore quanto meno di allegare, e anche di provare, con l'ausilio delle presunzioni, il fatto da cui discende il lamentato pregiudizio, ossia che se egli avesse immediatamente recuperato la disponibilità dell'immobile, l'avrebbe subito impiegato per finalità produttive, quali il suo godimento diretto o la sua locazione."

 

Da quanto sopra emerge in maniera evidente il principio secondo cui, così come nel caso di occupazione illegittima di immobile o di limitazione abusiva all'esercizio del diritto di proprietà "il danno subito dal proprietario è in re ipsa, discendendo dalla mancata disponibilità del bene e dalla impossibilità di conseguire integralmente l'utilità da esso ricavabile."

 

Secondo la Corte di Cassazione quindi non rileva che in giudizio non siano stati provati i tentativi di dare in locazione i locali, perché l'immobile non poteva essere idoneo oggettivamente ad alcun utilizzo.

 

In ragione di quanto sin qui evidenziato consegue l'errata negazione dell'esistenza di un danno in re ipsa derivante dalla natura fruttifera del bene, che fa riferimento al suo valore locativo.

 

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