Cassazione Civile Ordinanza 18785/2021
  • 22/09/2021

Cassazione Civile Ordinanza 18785/2021

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 18785/2021 conferma i propri orientamenti precedenti revocando lassegno di divorzio alla ex moglie che si è rifatta una vita instaurando una nuova e stabile convivenza con un altro uomo, stabilendo tale aspetto come requisito fattuale, che giustifica la revoca della misura. 

 

Nella vicenda oggetto della pronuncia il giudice dell'impugnazione accoglie in parte le ragioni di un ex marito e revoca l'assegno divorzile disposto in precedenza in favore della moglie, atteso che dalla documentazione prodotta e vagliata era emerso che la ex coniuge aveva instaurato una convivenza nuova e stabile con un altro uomo, con la conseguenza che veniva a cessare in suo favore il diritto all'assegno divorzile, come già deciso in primo grado.

 

A seguito del ricorso in Cassazione, l’ex coniuge censurava in particolare con il terzo motivo di ricorso la decisione assunta in sede di appello, da dichiararsi nulla per violazione del giudicato, posto che il Tribunale, seguendo i nuovi orientamenti della giurisprudenza di legittimità aveva infatti ritenuto di poter modificare, in assenza di fatti nuovi e sopravvenuti, le decisioni coperte dal giudicato prima del Tribunale nel 2009 e poi dalla Corte d'Appello nel 2010, nel corso del procedimento per la modifica delle condizioni patrimoniali promosso dall'ex marito.

 

Le precedenti decisioni avevano infatti escluso l'esistenza di una convivenza stabile in grado di giustificare la revoca dell'assegno di divorzio; il fatto che la Corte di Appello si fosse limitata a confermare la decisione di primo grado, aveva avuto quale conseguenza che i vizi di quest'ultima si fossero estesi anche al provvedimento impugnato.

 

La Corte di Cassazione adita, con l’ordinanza in esame, rigetta però il ricorso e pronunciandosi nello specifico sul motivo sollevato dalla ex moglie afferma che la Corte di Appello ha correttamente riconosciuto nella convivenza more uxorio perdurante anche quando era in corso il procedimento di cui all'art. 9 della legge sul divorzio, e ammessa dalla stessa ricorrente, un requisito di fatto idoneo per accogliere la domanda di revoca dell'assegno divorzile, sul presupposto che l’accertamento di fatto viene rimesso al giudice del merito e insindacabile in sede di legittimità.

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