Cassazione Civile Sentenza 7410/2021
  • 19/04/2021

Cassazione Civile Sentenza 7410/2021

L'alunno che cade dalle scale va risarcito

Secondo una recentissima pronuncia della Corte di Cassazione, l'alunno che cade dalle scale ha diritto al risarcimento anche se non dimostra come si sono verificati i fatti, spettando di converso all’Istituto scolastico, che ha l'obbligo di vigilare sulla incolumità e la sicurezza degli alunni che gli vengono affidati, dimostrare di aver vigilato e predisposto le misure organizzative necessarie a scongiurare pericoli e danni. 

 

Con ricorso per Cassazione il ricorrente lamentava la violazione degli articoli 1218 e 2697 c.c. atteso che spetterebbe all'Istituto scolastico fornire la prova liberatoria, dimostrando di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno, nonché contestava il principio sancito sulla distribuzione dell'onere della prova, che prevede a carico del danneggiato il dovere di dimostrare l'evento di danno e come si è verificato e a carico dell'Istituto che il fatto si è verificato non per sua colpa dovuta a difetto di diligenza nell'attività di vigilanza o di misure organizzative e di prevenzione capaci di scongiurare l'evento, posto che nella sentenza di Appello, era stato disposto che spettasse  al danneggiato dimostrare l'esatta dinamica del sinistro, anche se l'Istituto non ha contestato l'evento.

 

La Cassazione, con la sentenza di cui al commento, esamina prima il secondo motivo, ritenendolo fondato, tanto che anche il ricorso viene accolto. Assorbito invece il primo motivo.

 

In effetti, come sostenuto dal ricorrente, la Corte d'Appello ha correttamente individuato il principio da applicare in materia di riparto dell'onere della prova "attribuendo alla parte danneggiata la dimostrazione del fatto storico che, diversamente da quanto sembra ipotizzare il ricorrente, non si esaurisce nella lesione (accertata dal CTU) e nella verifica medico-legale condotta alla stregua dei criteri di compatibilità del fenomeno rilevato con il fattore causale "allegato", ma si estende anche alla individuazione del tempo e del luogo in cui il sinistro si è verificato, atteso che in tanto è ravvisabile un inadempimento dell'istituto scolastico alla obbligazione di vigilanza sulla sicurezza e la incolumità degli alunni minorenni affidati agli insegnanti, in quanto l'alunno permanga nella situazione di affidamento e dunque nella sfera di controllo dell'ente obbligato alla prestazione: tale circostanza fattuale è presunta finché l'allievo si trattiene entro il plesso scolastico nelle sue pertinenze (…) mentre può estendersi anche là dove il minore fuoriesca dal plesso scolastico e dalla sue pertinenze, se vanga in concreto accertato che lo stesso non era affidato riaffidato ad altro adulto, ma continuava ad essere sottoposto a sorveglianza da parte dell'insegnante o altro dipendente scolastico."

 

Ora, nel caso di specie, la Corte di Appello ha richiamato correttamente questo principio, ha però errato nell'affermare che il danneggiato non aveva fornito la prova della dinamica del fatto, sostenendo che in assenza delle foto dei luoghi non era possibile verificare l'assenza di misure organizzative idonee ad evitare l'insorgenza della situazione di pericolo. 

 

Non spettava all'alunno infatti dimostrare l'evento, ma all'Istituto di non avere colpa.

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