Niente multe se l'autovelox non viene verificato periodicamente
  • 12/04/2021

Niente multe se l'autovelox non viene verificato periodicamente

Il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 4652/2021 ha ancora una volta ribadito l'onere della P.A. di dimostrare, oltre all'omologazione e alla corretta installazione dell'autovelox, l'effettuazione delle verifiche periodiche di funzionalità

 

In presenza di contestazioni da parte del conducente del veicolo sulla sanzione elevata tramite Autovelox, è onere della Pubblica Amministrazione dimostrare, oltre all'omologazione e alla corretta installazione dell'apparecchiatura, anche di aver effettuato le periodiche verifiche volte ad assicurare la persistente funzionalità dello strumento rilevatore con la conseguenza che, in caso di mancata dimostrazione in tal senso, deve essere accolta l’opposizione ex art. 7 d.lgs. 150/11, della domanda di annullamento di sanzioni elevate ex art. 142, comma 9, del Codice della Strada.

 

Nel dettaglio la violazione dei limiti di velocità era stata rilevata a mezzo di autovelox del quale la conducente lamentava la mancata omologazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, essendo intervenuta solo una mera approvazione da parte del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture mediante determina dirigenziali.

 

Nel caso di specie la convenuta Roma Capitale aveva depositato in giudizio dichiarazione di conformità al campione omologato e verbale di verifica di funzionalità per dispositivi operanti in modalità istantanea dal quale risultava che il dispositivo era stato approvato con decreti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, senza però produrre alcuna prova in merito all’omologa dell’apparecchioa differenza di quanto previsto dall'art. 142 C.d.S. e dalla Legge 273/1991.

 

Sul punto si sottolinea che la diversità delle due tipologie di provvedimenti è chiaramente precisata dall'art. 192 del regolamento del C.d.S che fornisce la chiave di lettura in merito al fatto che l'uso promiscuo e alternativo dei termini omologazione/approvazione sarebbe solamente apparente, trattandosi di due procedure completamente diverse che giungono a differenti provvedimenti conclusivi. 

 

In termini pratici si può osservare che nel caso della mera approvazione, le apparecchiature per la misurazione della velocità non potrebbero essere legittimamente utilizzate, richiedendo il Legislatore, per la mera approvazione, una minor precisione, avendo invece richiesto nel caso dell'omologazione vincoli più forti di rispondenza a determinate caratteristiche e prescrizioni, poste, evidentemente, nell'interesse della collettività, a presidio della garanzia del diritto di difesa.

 

A parere del Giudice dunque l'appello proposto dal conducente doveva essere accolto, in ossequio a quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, con la sentenza n. 13 del 2015, con la quale è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 45 C.d.S., comma 6, nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e taratura.

 

La Suprema Corte ha infatti statuito che l'onere di provare che l'apparecchiatura atta all'accertamento e al rilevamento automatico delle violazioni alle norme di circolazione sia stata preventivamente sottoposta alla prescritta e aggiornata omologazione e alla indispensabile verifica periodica di funzionamento, gravi, nel giudizio di opposizione, sulla P.A. poiché concerne il fatto costitutivo della pretesa sanzionatoria (cfr. Cass. 5122/2011; id. 1921/2019).

 

Tale onere deve essere inteso nel senso che l'efficacia probatoria dello strumento rilevatore del superamento dei limiti di velocità che sia omologato e sottoposto a verifiche periodiche, opera fino a quando sia accertato, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall'opponente e debitamente provate, il difetto di costruzione, installazione o funzionamento del dispositivo elettronico.

 

Nel caso concreto, non si ritiene sufficiente la produzione in giudizio della documentazione attestante l'omologazione e la corretta installazione e funzionamento dell'autovelox, sul presupposto che non fosse onere dell'Amministrazione provare il perdurante funzionamento dell'apparecchiatura.

 

Dunque, nella vicenda in esame, l'Amministrazione avrebbe dovuto provare, oltre all'omologazione ed alla installazione, anche l'effettuazione delle periodiche verifiche volte ad assicurare la persistente funzionalità dello strumento rilevatore (cfr. Cass. 11869/2020).

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